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	<title>Antonio D’Elia HR Consulting &#187; Articoli</title>
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	<description>Selezione e Gestione Emotiva delle Risorse Umane</description>
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		<title>Riconciliarsi con la forma di energia più amata e odiata: IL DENARO</title>
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		<pubDate>Thu, 22 Dec 2011 21:54:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio D'Elia</dc:creator>
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		<category><![CDATA[energia]]></category>
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		<description><![CDATA[Introduzione Quest&#8217;articolo parte dal presupposto che il lettore sia a conoscenza del fatto che sia il mondo interno a influenzare la realtà esterna in cui ci imbattiamo e che gli eventi esterni ci influenzino solo nella misura in cui risuonano al nostro interno (vedi gli altri articoli su questo sito). Le ferite dei soldi Nessuna [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p></p><div id="_mcePaste"><a href="http://www.antoniodelia.it/wp-content/uploads/2011/12/denaro.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-276" title="denaro" src="http://www.antoniodelia.it/wp-content/uploads/2011/12/denaro.jpg" alt="" width="400" height="300" /></a></div>
<div><strong><br />
</strong></div>
<div><strong>Introduzione</strong></div>
<div><strong><br />
</strong></div>
<div>Quest&#8217;articolo parte dal presupposto che il lettore sia a conoscenza del fatto che sia il mondo interno a influenzare la realtà esterna in cui ci imbattiamo e che gli eventi esterni ci influenzino solo nella misura in cui risuonano al nostro interno (vedi gli altri articoli su questo sito).</div>
<div><strong><br />
</strong></div>
<div><strong>Le ferite dei soldi</strong></div>
<div><strong><br />
</strong></div>
<div>Nessuna cosa muove gli animi di così tante persone come il denaro. Certamente è tra le tematiche che nell&#8217;arco di secoli e millenni</div>
<div id="_mcePaste">hanno creato più ferite all&#8217;essere umano. In modo alterno abbiamo vissuto il ruolo del povero, del ricco, del debitore, del creditore, vita dopo vita. Abbiamo venduto ciò che ci era più caro, pur di sopravvivere, e comprato ciò che di caro e prezioso aveva qualcun altro, solo per speculare e accumulare ricchezze. Tutto questo e molto di più abbiamo fatto nel corso dei secoli. Abbiamo ucciso, imbrogliato, rubato, approfittato, pianto, ci siamo disperati. Tutto questo per il denaro, per sfuggire alla povertà e inseguire la <strong>RICCHEZZA</strong>. Quante brame e quante memorie riecheggiano in noi di fronte a questa semplice parola! Quanta sofferenza si porta dietro, sommersa nelle nostre memorie cellulari. Come una sirena, bellissima fuori ma pericolosa se ci si avvicina troppo così il denaro ci attrae in modo irresistibile e allo stesso lo detestiamo profondamente, per tutte le sofferenze che abbiamo vissuto e visto perpetrare in suo nome.</div>
<div id="_mcePaste">Le piccole e grandi difficoltà legate al denaro che oggi viviamo, soprattutto se sei inserito in un contesto sociale non equo, possono richiamare tutte queste memorie? Quanto del passato ci impedisce di vivere serenamente questa energia? Chi non ne possiede soffre per la mancanza. Chi ne possiede vive nel timore di perderlo o di perdere la fonte di questa ricchezza. Possiamo</div>
<div id="_mcePaste">riconciliarci con tutto ciò? Certo, possiamo, attraverso le energie del cuore. Dove non c&#8217;è Amore, prima o poi, arriva un guaio. Preparati ad entrare ne&#8230;.- IL DENARO -</div>
<div><strong><br />
</strong></div>
<div><strong>Il processo di Guarigione</strong></div>
<div><strong><br />
</strong></div>
<div>Quando litighi con un amico e arriva lo scompiglio tra voi, i rapporti iniziano a rovinarsi.</div>
<div id="_mcePaste">Dentro di te si crea una frattura, una divisione. È incredibile e meraviglioso. Tutto ciò che è fuori risuona in te nella misura in cui c&#8217;è una corrispondenza. Quando accendi un conflitto, una separazione, crei una frattura al tuo interno. Quando osservi un conflitto o qualcuno ti dice qualcosa che ti ricorda quel conflitto, quella frattura risuona e il dolore ritorna. Non ti accorgi di avere un livido fino a quando qualcuno non lo tocca.</div>
<div>Lo stesso accade col denaro e con qualsiasi altra cosa. Fin da tenera età vediamo i nostri genitori soffrire e affannarsi per il denaro. Oltre a questo ci portiamo dietro dietro lividi stimolati da secoli di sofferenze e ingiustizie legate al denaro. È facile quindi avvitarsi intorno a questo strumento e rimanere intrappolati nella paura intorno alla dinamica: non ho denaro / ne voglio sempre di più, due facce della stessa medaglia chiamata paura della</div>
<div id="_mcePaste">povertà. Uscire da questo schema è possibile, per prima cosa c&#8217;è bisogno di creare un&#8217;energia di benessere e di pace al tuo interno. Qualsiasi pratica funziona meglio se è preceduta da un esercizio di rilassamento che ti aiuti a creare un po di pace interiore. A questo punto&#8230;</div>
<div id="_mcePaste">Cosa penseresti se ti dicessi che puoi iniziare a benedire il denaro, ad accettarlo come strumento, come un energia neutra. Qualcosa che nelle tue mani può diventare un mezzo per diffondere ancora più benessere e pace, per creare unione e non divisione, per creare equità e non diseguaglianza. Le difficoltà che abbiamo con il denaro e il giudizio che gli diamo dipendono dalla nostra percezione. Un cambio consapevole di percezione ti</div>
<div id="_mcePaste">permette di scegliere quali sensazioni associare a questa energia. Quindi&#8230; Chiudi gli occhi, rilassati, e crea un spazio di pace al tuo interno. Proprio ora puoi pensare al denaro, una grande pila di banconote è proprio lì davanti a te, e puoi rivolgerti a lui, come se fosse vivo e dirgli: mi dispiace, ti prego perdonami per tutte le ingiustizie che ho commesso in tuo nome, perdonami per tutte le volte che non ho avuto fiducia in te, per tutte le volte in</div>
<div id="_mcePaste">cui sono stato preda della paura e in tuo nome ho diffuso paura e sfiducia intorno a me, mi dispiace, ti prego perdonami &#8211; e quando senti di aver terminato questa fase dici - <strong>GRAZIE, TI AMO</strong> per tutte le cose belle che posso fare grazie a te, per tutto l&#8217;amore che posso diffondere, per tutta la gioia e il benessere che posso vivere e diffondere grazie alla tua presenza costante nella mia vita. Fallo ogni giorno con tutte le tue forze e la voglia di realizzare te stesso. È ciò che facciamo durante ogni incontro nei <strong>JOYLAB</strong>, mettiamo tutto in gioco e scegliamo di vivere un nuovo mondo, iniziando proprio da noi stessi!</div>
<div><strong><br />
</strong></div>
<div><strong>Antonio D&#8217;Elia</strong></div>
<p><a title="Antonio D'Elia" href="https://www.facebook.com/lavorochepiace" target="_TOP"><img style="border: 0px;" src="https://badge.facebook.com/badge/1337317567.288.1900913069.png" alt="" /></a><br />
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		<title>SII FELICE PROPRIO ORA !!</title>
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		<pubDate>Mon, 12 Dec 2011 14:57:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio D'Elia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[Formazione]]></category>
		<category><![CDATA[come essere felici]]></category>
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		<category><![CDATA[fisica]]></category>
		<category><![CDATA[Psicologia Quantistica]]></category>
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		<description><![CDATA[Tutti abbiamo sogni e desideri che cerchiamo di realizzare con più o meno impegno e dedizione. Spesso pensiamo che quando avremo realizzato questi sogni o desideri allora la nostra vita sarà perfetta e saremo finalmente felici. Ho notato che questa è la peggior trappola in cui si possa cadere. È ormai noto che siamo immersi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p></p><p><a href="http://www.antoniodelia.it/wp-content/uploads/2011/12/blog-antonio.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-270" title="blog antonio" src="http://www.antoniodelia.it/wp-content/uploads/2011/12/blog-antonio.jpg" alt="" width="389" height="518" /></a></p>
<p>Tutti abbiamo sogni e desideri che cerchiamo di realizzare con più o meno impegno e dedizione. Spesso pensiamo che quando avremo realizzato questi sogni o desideri <strong>allora la nostra vita sarà perfetta</strong> e saremo finalmente felici. Ho notato che questa è la peggior trappola in cui si possa cadere.<br />
È ormai noto che siamo immersi in un campo quantistico di informazioni e che possiamo ricevere informazioni sotto forma di intuizioni, ma anche inviare informazioni al campo. Possiamo farlo sintonizzando i nostri pensieri in modo appropriato, ma la mente da sola non basta, questa può solo predisporre il messaggio da inviare al campo o tradurre le informazioni in arrivo. <strong>L&#8217;elemento che è in contatto diretto con il campo è il nostro cuore</strong>. È il sentimento che dice al campo cosa è vero per noi, che invia letteralmente le richieste per vivere specifiche esperienze che poi entreranno nella nostra vita.</p>
<p>Questo significa che che un sentimento di infelicità o di felicità rimandata produce esperienze in linea, esperienze di ulteriore insoddisfazione o di felicità in un tempo futuro. L&#8217;esperienza dovrebbe ormai averci insegnato che la differenza non la fa il raggiungere degli obiettivi perchè dopo ogni obiettivo raggiunto subentra una nuova ansia/tensione per qualcosa.</p>
<p><strong>La differenza la fa l&#8217;imparare ad essere felice ora e senza motivo</strong>. Da questo punto di partenza potrai ottenere ciò che desideri più facilmente poichè il tuo sentimento prevalente sarà in linea con esperienze di gioia e benessere. Da questo punto di partenza ogni esperienza sarà colorata con la tua gioia ed il tuo amore e tutti intorno a te lo noteranno.</p>
<p>Tutta la tua attenzione dovrebbe essere posta nel raggiungere questo stato dell&#8217;essere prima ancora che inseguire il tuo sogno obiettivo.</p>
<p><strong><em>Antonio D&#8217;Elia.</em></strong><br />
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<a title="Antonio D'Elia" href="https://www.facebook.com/lavorochepiace" target="_TOP"><img style="border: 0px;" src="https://badge.facebook.com/badge/1337317567.288.1900913069.png" alt="" /></a><br />
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<div class="tweetthis" style="text-align:left;"><p> <a class="tt" href="http://twitter.com/home/?status=SII+FELICE+PROPRIO+ORA+%21%21+http%3A%2F%2Ftinyurl.com%2Fd3af3pb" title="Post to Twitter"><img class="nothumb" src="http://www.antoniodelia.it/wp-content/plugins/tweet-this/icons/en/twitter/tt-twitter-micro1.png" alt="Post to Twitter" /></a> <a class="tt" href="http://buzz.yahoo.com/buzz?targetUrl=http://www.antoniodelia.it/2011/12/12/sii-felice-proprio-ora-sii-felice-proprio-ora-sii-felice-proprio-ora-sii-felice-proprio-ora/&amp;headline=SII+FELICE+PROPRIO+ORA+%21%21" title="Post to Yahoo Buzz"><img class="nothumb" src="http://www.antoniodelia.it/wp-content/plugins/tweet-this/icons/en/buzz/tt-buzz.png" alt="Post to Yahoo Buzz" /></a> <a class="tt" href="http://delicious.com/post?url=http://www.antoniodelia.it/2011/12/12/sii-felice-proprio-ora-sii-felice-proprio-ora-sii-felice-proprio-ora-sii-felice-proprio-ora/&amp;title=SII+FELICE+PROPRIO+ORA+%21%21" title="Post to Delicious"><img class="nothumb" src="http://www.antoniodelia.it/wp-content/plugins/tweet-this/icons/en/delicious/tt-delicious.png" alt="Post to Delicious" /></a> <a class="tt" href="http://www.facebook.com/share.php?u=http://www.antoniodelia.it/2011/12/12/sii-felice-proprio-ora-sii-felice-proprio-ora-sii-felice-proprio-ora-sii-felice-proprio-ora/&amp;t=SII+FELICE+PROPRIO+ORA+%21%21" title="Post to Facebook"><img class="nothumb" src="http://www.antoniodelia.it/wp-content/plugins/tweet-this/icons/en/facebook/tt-facebook.png" alt="Post to Facebook" /></a> <a class="tt" href="http://www.myspace.com/Modules/PostTo/Pages/?l=3&amp;u=http://www.antoniodelia.it/2011/12/12/sii-felice-proprio-ora-sii-felice-proprio-ora-sii-felice-proprio-ora-sii-felice-proprio-ora/&amp;t=SII+FELICE+PROPRIO+ORA+%21%21" title="Post to MySpace"><img class="nothumb" src="http://www.antoniodelia.it/wp-content/plugins/tweet-this/icons/en/myspace/tt-myspace.png" alt="Post to MySpace" /></a> <a class="tt" href="http://ping.fm/ref/?method=microblog&amp;title=SII+FELICE+PROPRIO+ORA+%21%21&amp;link=http://www.antoniodelia.it/2011/12/12/sii-felice-proprio-ora-sii-felice-proprio-ora-sii-felice-proprio-ora-sii-felice-proprio-ora/" title="Post to Ping.fm"><img class="nothumb" src="http://www.antoniodelia.it/wp-content/plugins/tweet-this/icons/en/ping/tt-ping.png" alt="Post to Ping.fm" /></a></p></div>]]></content:encoded>
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		<title>Risvegliarsi alla luce, fisica quantistica e spiritualità</title>
		<link>http://www.antoniodelia.it/2011/05/12/risvegliarsi-alla-luce-fisica-quantistica-e-spiritualita/</link>
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		<pubDate>Thu, 12 May 2011 13:23:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio D'Elia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[Seminari]]></category>

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		<description><![CDATA[Com&#8217;è possibile plasmare la propria esistenza e contribuire a manifestare un nuovo paradigma sociale. &#8220;Se vi è difficile immaginare che possiamo passare dalla crisi che stiamo attualmente fronteggiando ad un mondo più amorevole e funzionale, riflettete sulla storia di un altro mondo in transizione. Immaginate di essere una singola cellula in mezzo a milioni di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p></p><p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="560" height="349" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/pb8qJbEZY4k?fs=1&amp;hl=it_IT&amp;rel=0" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="560" height="349" src="http://www.youtube.com/v/pb8qJbEZY4k?fs=1&amp;hl=it_IT&amp;rel=0" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p>Com&#8217;è possibile plasmare la propria esistenza e contribuire a manifestare un nuovo paradigma sociale.</p>
<p>&#8220;Se vi è difficile immaginare che possiamo passare dalla crisi che stiamo attualmente fronteggiando ad un mondo più amorevole e funzionale, riflettete sulla storia di un altro mondo in transizione. Immaginate di essere una singola cellula in mezzo a milioni di cellule che compongono un bruco in via di sviluppo. La struttura che vi circonda ha funzionato come una macchina ben oliata, e il mondo della larva è cresciuto a poco a poco come previsto. Poi, un bel giorno la macchina inizia a fremere e sussultare. Il sistema inizia a cedere. Le cellule iniziano a suicidarsi. C&#8217;è un senso di oscurità e di destino incombente.</p>
<p>In mezzo alla popolazione morente inizia a emergere una nuova stirpe di cellule chiamate cellule immaginali. Raggruppandosi in comunità, queste escogitano un piano per creare qualcosa di interamente nuovo dai rottami. Dal decadimento nasce una nuova grande macchina volante, una farfalla, che mette le cellule sopravvissute in grado di fuggire dalle ceneri e sperimentare uno splendido mondo, molto al di là dell&#8217;immaginazione. Ma ecco la cosa sorprendente: il bruco e la farfalla hanno lo stesso identico DNA. Sono lo stesso organismo, ma ricevono e rispondono a un diverso segnale.<span id="more-261"></span></p>
<p>Questo è il punto in cui ci troviamo oggi. Quando leggiamo il giornale e guardiamo i notiziari, vediamo i media fare la cronaca di un mondo da bruco. E tuttavia ovunque le cellule immaginali umane si stanno risvegliando a una nuova possibilità. Stanno raggruppandosi, comunicando e sintonizzandosi su un nuovo, coerente segnale d&#8217;amore.</p>
<p>L&#8217;amore, come scopriremo, non è un sentimento sdolcinato e melenso bensì la colla vibrazionale che aiuterà a costruire questa nuova macchina volante e a manifestare il nostro destino come umanità, quello che chiamiamo &#8220;destino umanifestato&#8221;.</p>
<p>E&#8217; probabile che voi siate tra le cellule immaginali evolutive che stanno contribuendo alla nascita di questa nuova versione di umanità. Sebbene adesso possa non essere così evidente, il futuro è nelle nostre mani. Per assicurare quel futuro dobbiamo innanzitutto acquisire il potere della conoscenza di chi siamo veramente. Con una salda comprensione del modo in cui la nostra programmazione plasma la nostra vita e con la conoscenza necessaria a cambiare tale programmazione possiamo riscrivere il nostro destino.</p>
<p>&#8230; Quando una massa critica di persone avrà fatto veramente sua questa credenza nel proprio cuore e nella propria mente e inizierà realmente a vivere in base a questa verità, il nostro mondo emergerà dall&#8217;oscurità in quella che corrisponderà a una evoluzione spontanea&#8221;</p>
<p>Evoluzione Spontanea, B. H. Lipton e S. Bhaerman, Ed. Macro</p>
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		<title>Protagonisti e gregari</title>
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		<pubDate>Tue, 21 Dec 2010 13:05:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio D'Elia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[Gestione emotiva]]></category>
		<category><![CDATA[Selezione del personale]]></category>

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		<description><![CDATA[Perché nella mia azienda ci sono persone che guadagnano 5 volte il mio stipendio? Perché il capo segue le indicazioni del mio collega e quando io esprimo un parere non vengo ascoltato? Come mai il mio valore e il mio lavoro non vengono notati? È possibile arrivare a raddoppiare in pochi mesi il mio attuale [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p></p><blockquote><p><em>Perché nella mia azienda ci sono persone che guadagnano 5 volte il mio stipendio? Perché il capo segue le indicazioni del mio collega e quando io esprimo un parere non vengo ascoltato? Come mai il mio valore e il mio lavoro non vengono notati? È possibile arrivare a raddoppiare in pochi mesi il mio attuale stipendio?</em></p></blockquote>
<p>Se avete lavorato in un’azienda di medie dimensioni probabilmente vi sarete fatti una di queste domande almeno una volta. Bene, la risposta è che in tutte le organizzazioni ci sono protagonisti e gregari, e questo a prescindere dal ruolo che occupano in azienda, ciò che fa la differenza è la mentalità, non la posizione gerarchica, né il titolo di studio. Ha a che fare con l’idea che abbiamo di noi, con l’energia che sprigioniamo, con la propensione al rischio, con la fiducia che riponiamo nelle nostre capacità e, naturalmente, con le abilità che abbiamo maturato, la rapidità con cui siamo in grado di imparare e adattarci a nuovi contesti e situazioni. In fase di selezione è spesso evidente dai primi minuti se hai a che fare con un gregario o un protagonista. Da cosa lo vedi?<span id="more-242"></span></p>
<p>Un protagonista, un leader non soffre il selezionatore, si pone con lui alla pari, risponde alle domande spiegando il suo punto di vista sulle cose, non è a un colloquio di lavoro, ma a un incontro con un’azienda che potrebbe decidere di affidargli dei compiti da portare avanti. Cerca di capire come funziona l’organizzazione nel suo insieme, vuole comprenderne la filosofia, il modo di vedere le cose della dirigenza, le idee che l’azienda ha del proprio futuro. Poi si immagina calato nella realtà aziendale e cerca di vedere le potenzialità del proprio contributo, misura la sfida, la confronta con quelle che sono le sue aspettative e i suoi propositi in ambito professionale. In una seconda fase, se l’azienda è interessata a lui, discute del compenso e degli altri dettagli. Un gregario è lì per rispondere a delle domande, i più audaci ti chiedono la mansione che andrebbero a svolgere, l’orario di lavoro, il tipo di contratto e/o il livello retributivo previsto, senza però capire se c’è interesse nei loro confronti. Il gregario vede il lavoro come un lavoro, non come un modo per realizzare se stesso, le proprie potenzialità, non per mettere a frutto e sviluppare abilità e competenze. Solitamente non vede se stesso come una componente importante dell’organizzazione e molto spesso pensa che avrà molta difficoltà a trovare un altro lavoro se dovesse perdere quello che ha. Mentre il protagonista ha un atteggiamento sicuro e sereno, il gregario tende ad avere un atteggiamento un po’ dimesso o arrogante, di falsa sicurezza. Il gregario non è consapevole del proprio valore e delle proprie potenzialità e tende a nascondersi dietro i titoli di studio o l’abbigliamento forzatamente elegante. Magari denota un atteggiamento rassegnato, che lo predispone ad accettare qualsiasi offerta. Oppure trasmette una sensazione di confusione se non ha chiari i propri obiettivi professionali, cosa molto frequente tra i gregari.</p>
<p>Questi hanno meno propensione a cambiare lavoro rispetto ai protagonisti. Il gregario tende a cambiare lavoro se si trova molto male dove è attualmente, il protagonista tende a cambiare lavoro per inseguire il percorso professionale che desidera, sono quelle persone che vengono ai colloqui e dicono: “io sto piuttosto bene nella mia azienda, sono qui perché la posizione che cercate è di mio interesse e mi porterebbe a sviluppare più rapidamente la mia professionalità. Dove sono ora non ho prospettive di crescita ulteriore a breve e medio termine”. In sintesi possiamo concludere che Il gregario vuole un lavoro, il protagonista un percorso professionale.</p>
<p>La maggior parte del personale è sempre composta da gregari. Questo è l’atteggiamento più diffuso, per darvi un’idea numerica possiamo immaginare uno stadio, ci sono 22 protagonisti in campo, altrettanti protagonisti in panchina, e migliaia di gregari sugli spalti che guardano, si emozionano, esultano, per qualcosa che, in fondo, non li riguarda davvero. Ma è certamente più semplice esultare per i successi degli altri che inseguire i propri successi e la propria realizzazione.</p>
<p>L’atteggiamento da gregario o da protagonista lo trovi in qualsiasi posizione aziendale a tutti i livelli, puoi trovare dei dirigenti gregari, anche se è meno frequente e puoi trovare una segretaria protagonista. Certamente in molte posizioni aziendali è meglio avere dei gregari, spesso l’azienda stessa, in fase di ricerca, richiede un profilo che è tipico del gregario. Per intenderci, a volte un addetto all’inserimento dati protagonista può creare più disagi che vantaggi, ma d’altro canto è difficile che un protagonista accetti una mansione del genere senza avere prospettive di crescita, se non per un tempo limitato, spinto dalla necessità del momento. Un’altra cosa di cui tener conto è che non è detto che a parità di profilo un gregario abbia meno competenze di un protagonista, anzi spesso è vero il contrario, per questo a volte troviamo gregari in posizioni di <em>leadership</em> o di riferimento. Hanno ottenuto quel posto con la messa in campo e lo sviluppo di abilità e competenze specialistiche, oppure tanti anni nella stessa azienda hanno portato quelle persone a diventare naturalmente punto di riferimento per i nuovi arrivati e ad ottenere la fiducia degli altri. Certamente nessuno è completamente gregario o completamente protagonista ma convivono in noi delle gradazioni che propendono in un verso o nell’altro. Sia chiaro che qui non stiamo dicendo che uno dei due atteggiamenti è in assoluto il migliore in tutte le situazioni e posizioni professionali. Inoltre alcune persone sono gregari sul lavoro e protagonisti in altri ambiti della propria vita, ambiti a cui probabilmente danno più importanza e a cui hanno delegato la propria realizzazione. Non tutti vivono il lavoro come una priorità, è una questione di scelte.</p>
<p>Solitamente i protagonisti, se trovano ambienti che valorizzano l’azione e l’innovazione, e solitamente li trovano perché li vanno a cercare, crescono più rapidamente e sono tenuti più in considerazione dei gregari. Si muovono in modo più autonomo, svolgono i propri compiti cercando di aggiungere idee nuove o cercando modi più rapidi per ottenere gli stessi risultati, anche a rischio di fare qualche errore. Inoltre tendono a ricoprire ruoli meno definiti, in cui hanno una certa libertà di movimento, tendono a concentrarsi più sugli obiettivi che sulle procedure. Si focalizzano sul risultato finale e adattano le attività al fine di raggiungere quel risultato più rapidamente. Questo è possibile anche perché tendono ad avere una visione d’insieme dei meccanismi aziendali non soffermandosi solo sui propri compiti specifici. Di conseguenza vengono anche pagati di più.</p>
<p>Come faccio a diventare un protagonista? Prima di tutto devi volerlo, deciderlo, iniziare a vederti in quel modo, aspirare a quello. Poi inizia a frequentare le persone che in azienda si muovono da protagonisti, osservali, impara da loro e dal loro modo di pensare alle cose, di pensare al lavoro. Impara ad apprezzare il tuo lavoro utilizzandolo come rampa di lancio, come punto di partenza per ottenere la posizione che desideri, e attendi che ci sia un’opportunità all’interno della tua azienda oppure all’esterno. Le opportunità arrivano ma noi dobbiamo essere pronti a coglierle. Un protagonista sviluppa nuovi modi di lavorare, è propositivo, cerca soluzioni per arrivare più rapidamente al risultato che l’azienda desidera, inizia a pensare al lavoro come un’occasione per sviluppare le proprie competenze, cerca di frequentare corsi di formazione che possano aiutarlo a sviluppare aspetti mancanti nel proprio <em>know how</em>, e che possano aiutarlo a sviluppare le proprie potenzialità. Porta poi in azienda ciò che ha imparato all’esterno, la formazione è particolarmente utile per chi non ha esperienze diversificate e la maggior parte delle cose che ha imparato le ha acquisite in un&#8217;unica esperienza aziendale, anche se lunga.</p>
<p>Il contesto aziendale è anche importante, ci sono contesti che sentiamo più vicini e che ci danno maggior possibilità di esprimere le nostre potenzialità. Col tempo sperimenterete che è meglio cercare un contesto aziendale che sia in grado di apprezzare le vostre competenze e di metterle a frutto, questo porterà grandi benefici sia all’azienda sia a voi. La vostra professionalità può anche essere molto elevata ma non sarà adatta a tutte le tipologie di impresa, non si adatterà a tutti i modelli di <em>business</em>. Ad esempio puoi aver fatto il direttore vendite per tanto tempo in una società che ha un portafoglio clienti che segue nel tempo cercando di ampliarlo e la tua principale esperienza è in questo contesto. Magari hai raggiunto ottimi risultati, ma le tue qualità non saranno apprezzate in società che non hanno portafoglio clienti e vendono “in prima visita” su appuntamento poiché i modelli di <em>business</em> da sostenere sono differenti e richiedono attitudini, abilità, esperienze diverse. Ogni persona potrà esprimere il meglio di sé in un tipo di azienda piuttosto che in un&#8217;altra, capire questo ci aiuta a comprendere che, ad esempio, in una selezione non viene scelto il migliore ma il più adatto al contesto in cui si andrà a inserire.</p>
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		<title>Ognuno costruisce da sé la propria realtà personale</title>
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		<pubDate>Fri, 05 Mar 2010 00:25:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio D'Elia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[Formazione]]></category>
		<category><![CDATA[Motivazione]]></category>
		<category><![CDATA[Selezione del personale]]></category>

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		<description><![CDATA[Ogni giorno incontriamo aziende in cerca di persone e persone in cerca di lavoro e ogni giorno osserviamo la differenza tra organizzazioni di successo e organizzazioni perdenti, tra persone che fanno il lavorochepiace e persone che fanno un lavoro qualsiasi, alcuni riescono a lavorare e sentirsi liberi mentre altri vivono il lavoro come una schiavitù, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p></p><p>Ogni giorno incontriamo aziende in cerca di persone e persone in cerca di lavoro e ogni giorno osserviamo la differenza tra organizzazioni di successo e organizzazioni perdenti, tra persone che fanno il lavorochepiace e persone che fanno un lavoro qualsiasi, alcuni riescono a lavorare e sentirsi liberi mentre altri vivono il lavoro come una schiavitù, c’è chi intraprende una strada professionale portandola avanti nel tempo e chi cambia direzione così spesso da ritrovarsi poi al punto di partenza. Non è una questione legata al territorio, questo può agevolare o ostacolare ma non è mai determinante, non è neppure una questione legata allo status sociale. Ci sono figli di imprenditori di successo che hanno fatto della propria vita un insuccesso e figli di nessuno che hanno una carriera professionale invidiata da molti o che hanno aperto aziende floride. E’ semplicemente una questione di atteggiamento e di approccio. Il primo vero lavoro è trovare, scegliere, il proprio lavoro, e nel contempo valorizzare il proprio talento, sviluppare le proprie capacità nella direzione desiderata. Quest’arte si può imparare, e molte porte si apriranno per chi avrà la pazienza e la determinazione per farlo.<br />
…<br />
<a href="http://www.antoniodelia.it/wp-content/uploads/2010/03/passioneallavoro.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-129" title="passioneallavoro" src="http://www.antoniodelia.it/wp-content/uploads/2010/03/passioneallavoro.jpg" alt="" width="229" height="382" /></a>Quando organizzavo o ero a lezione in corsi di formazione professionale mi rendevo conto che la riuscita ed il valore che il corso avrebbe avuto per i partecipanti era dovuto in massima parte al loro atteggiamento. Alcuni di loro imparavano rapidamente, erano curiosi e disponibili a mettersi in discussione. Altri erano poco concentrati, sfiduciati al punto da pensare che a loro non potesse accadere nulla di buono. I primi solitamente ottenevano i risultati migliori e riuscivano a trovare lavoro entro poche settimane, mettendo a frutto il periodo di stage. Un ambiente motivante aiuta, avere colleghi attivi stimola anche te a trarre il massimo da un’esperienza formativa, ma la differenza la fa il singolo partecipante per se stesso.</p>
<p>Mi sono sempre chiesto cosa permetteva ad alcuni di emergere e vivere la vita che desideravano, cosa li distinguesse dagli altri. Le risposte che trovavo tra la gente erano sempre le solite, è raccomandato, è di buona famiglia, è fortunato, ha sposato una persona ricca. Ma queste spiegazioni non mi bastavano, perché trovavo persone che conducevano la vita che volevano e non erano raccomandate, erano nate in una famiglia povera o nella media, avevano affrontato grandi ostacoli e guai e questo non li faceva rientrare nella categoria di chi è particolarmente fortunato, e non avevano sposato una persona ricca. Ci doveva essere qualcos’altro a fare la differenza. Ho quindi iniziato a frequentare corsi di psicologia, programmazione neurolinguistica, psicologia motivazionale, gruppi di meditazione e a leggere decine e decine di libri sull’argomento alla ricerca delle mie risposte.</p>
<p>In questo percorso ho compreso una cosa fondamentale: <strong><em>ognuno costruisce da sé la propria realtà personale</em></strong>.<strong> </strong>È un concetto molto distante dal nostro modo di pensare abituale che ci porta invece a vivere basandoci sul mondo esterno più che sul nostro mondo interno. Ci porta a volte a lasciar scorrere gli eventi rischiando di scivolare nella sfiducia e nel pessimismo.</p>
<p><em>Tratto dal libro: “Passione al Lavoro” di Antonio D’Elia – Wip Edizioni</em></p>
<div class="tweetthis" style="text-align:left;"><p> <a class="tt" href="http://twitter.com/home/?status=Ognuno+costruisce+da+s%C3%A9+la+propria+realt%C3%A0+personale+http%3A%2F%2Fx5bxi.th8.us" title="Post to Twitter"><img class="nothumb" src="http://www.antoniodelia.it/wp-content/plugins/tweet-this/icons/en/twitter/tt-twitter-micro1.png" alt="Post to Twitter" /></a> <a class="tt" href="http://buzz.yahoo.com/buzz?targetUrl=http://www.antoniodelia.it/2010/03/05/ognuno-costruisce-da-se-la-propria-realta-personale/&amp;headline=Ognuno+costruisce+da+s%C3%A9+la+propria+realt%C3%A0+personale" title="Post to Yahoo Buzz"><img class="nothumb" src="http://www.antoniodelia.it/wp-content/plugins/tweet-this/icons/en/buzz/tt-buzz.png" alt="Post to Yahoo Buzz" /></a> <a class="tt" href="http://delicious.com/post?url=http://www.antoniodelia.it/2010/03/05/ognuno-costruisce-da-se-la-propria-realta-personale/&amp;title=Ognuno+costruisce+da+s%C3%A9+la+propria+realt%C3%A0+personale" title="Post to Delicious"><img class="nothumb" src="http://www.antoniodelia.it/wp-content/plugins/tweet-this/icons/en/delicious/tt-delicious.png" alt="Post to Delicious" /></a> <a class="tt" href="http://www.facebook.com/share.php?u=http://www.antoniodelia.it/2010/03/05/ognuno-costruisce-da-se-la-propria-realta-personale/&amp;t=Ognuno+costruisce+da+s%C3%A9+la+propria+realt%C3%A0+personale" title="Post to Facebook"><img class="nothumb" src="http://www.antoniodelia.it/wp-content/plugins/tweet-this/icons/en/facebook/tt-facebook.png" alt="Post to Facebook" /></a> <a class="tt" href="http://www.myspace.com/Modules/PostTo/Pages/?l=3&amp;u=http://www.antoniodelia.it/2010/03/05/ognuno-costruisce-da-se-la-propria-realta-personale/&amp;t=Ognuno+costruisce+da+s%C3%A9+la+propria+realt%C3%A0+personale" title="Post to MySpace"><img class="nothumb" src="http://www.antoniodelia.it/wp-content/plugins/tweet-this/icons/en/myspace/tt-myspace.png" alt="Post to MySpace" /></a> <a class="tt" href="http://ping.fm/ref/?method=microblog&amp;title=Ognuno+costruisce+da+s%C3%A9+la+propria+realt%C3%A0+personale&amp;link=http://www.antoniodelia.it/2010/03/05/ognuno-costruisce-da-se-la-propria-realta-personale/" title="Post to Ping.fm"><img class="nothumb" src="http://www.antoniodelia.it/wp-content/plugins/tweet-this/icons/en/ping/tt-ping.png" alt="Post to Ping.fm" /></a></p></div>]]></content:encoded>
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